Relazioni di coppia
La coppia nasce, spesso, da una sorta di crisi: quel momento di “appannamento” che chiamiamo innamoramento. È un tempo sospeso, fertile, che può trasformarsi in qualcosa di più profondo. La costruzione di una relazione nasce sempre da una ricerca personale, dove ognuno porta con sé motivazioni, bisogni e desideri differenti.
“Cosa ti fa stare in coppia?”
Questa domanda, apparentemente semplice, apre in realtà un orizzonte vasto di possibilità e di comprensione. Ognuno di noi ha una propria ragione, spesso non del tutto consapevole, che orienta il modo in cui si avvicina, resta o si allontana dall’altro.
Alla base dello stare in relazione troviamo sempre alcuni istinti fondamentali, presenti in tutti gli esseri viventi. Sono spinte vitali innate, che ci accompagnano fin dalla nascita: il bisogno di territorio, la fame, la fuga e il sesso. Questi istinti generano e intrecciano emozioni, cioè risposte fisiologiche che il nostro organismo mette in atto per adattarsi e vivere.
Comprendere questi movimenti interni significa imparare a conoscere se stessi all’interno della relazione, e quindi la relazione stessa.
Ritorniamo alla domanda iniziale: Cosa ti fa stare in coppia?
Prova a prendere carta e penna e dedica qualche minuto a queste domande:
- Cosa ti fa stare in coppia?
- Qual è stata l’emozione che ti ha guidato nella scelta del partner?
- E quale emozione è presente oggi nel tuo stare insieme?
Immagina la risposta alla prima domanda. Poi prova a sentire qual è l’emozione che meglio si accorda a quella risposta. Infine, ascolta l’emozione che riconosci adesso nel rimanere accanto al tuo partner.
Per orientarti, concentrati soltanto su queste quattro emozioni di base: rabbia, tristezza, piacere e paura. Sono quelle che si legano direttamente ai quattro istinti vitali citati in precedenza.
Ora, di nuovo carta e penna:
- Cosa ti piace del tuo partner?
- E di te, cosa pensi abbia amato l’altrə?
Per sostenere una relazione nel lungo periodo è necessario prestare attenzione alle abitudini.
Le abitudini rendono la quotidianità più semplice, ma nella coppia possono diventare altamente limitanti. Creano l’illusione di conoscere l’altro, spegnendo la curiosità. E senza curiosità, la relazione si irrigidisce.
Ricordiamoci che l’altro rimane, in parte, uno sconosciuto.
Spesso crediamo di conoscerlo perché conosciamo l’idea che ci siamo fatti di lui/lei. E se pretendiamo che l’altro coincida con quella idea, prima o poi incontreremo frustrazione e distanza.
Un percorso terapeutico può diventare un viaggio di consapevolezza, che aiuta a riconoscere le proprie tendenze relazionali e i modelli appresi nella famiglia d’origine. Ci permette di dare un nome a ciò che portiamo nella coppia, spesso senza accorgercene, e di scegliere consapevolmente come agire e come restare.
Conoscersi significa liberare spazio per scegliere:
scegliere come stare, cosa nutrire e cosa lasciare andare all’interno della relazione.
